Ancora scioperi e stato di agitazione alla Vitap di Poggibonsi per la disdetta della quattordicesima

Ancora scioperi e stato di agitazione alla Vitap di Poggibonsi per la disdetta della quattordicesima
vertenza vitap
I lavoratori protestano contro il mancato ritiro da parte dell'azienda della disdetta della quattordicesima: annunciati nuovi scioperi a singhiozzo

Lo stato di agitazione alla Vitap di Poggibonsi continua con l’avvio di una serie di scioperi articolati a singhiozzo. La situazione resta ancora bloccata dopo il mancato ritiro da parte dell'azienda della disdetta della quattordicesima mensilità.

Le trattative e l'apertura sindacale

Come riferito da Daniela Miniero, Segretaria Fiom CGIL Siena, la Vitap aveva dichiarato l’impossibilità economica di sostenere la quattordicesima mensilità. In risposta, il sindacato aveva avanzato una proposta di congelamento della mensilità per due anni, nel tentativo di trovare un compromesso e salvaguardare l’occupazione e il futuro dei lavoratori. Tuttavia, l'azienda non ha ancora ritirato la disdetta.

Scioperi a singhiozzo e stato di agitazione

In assenza di progressi nelle trattative, il sindacato ha indetto scioperi articolati all’interno dello stabilimento Vitap con i seguenti orari:

9:30 - 10:00

11:30 - 12:00

14:30 - 15:00

Queste azioni mirano a far pressione sull’azienda affinché riveda la propria posizione e accolga la richiesta di ritiro della disdetta.

Condizioni per la ripresa del dialogo

Il sindacato ha ribadito la propria disponibilità a tornare al tavolo delle trattative, ma solo a condizione che l’azienda revochi formalmente la disdetta della quattordicesima mensilità. “Siamo pronti a trovare soluzioni condivise per garantire la stabilità economica e occupazionale dell’azienda, ma il ritiro della disdetta è imprescindibile per proseguire il dialogo”, ha dichiarato Daniela Miniero.

Un futuro ancora incerto

La vertenza resta aperta e le prossime mosse saranno decisive per determinare i futuri sviluppi. Nel frattempo, lo stato di agitazione prosegue, con i lavoratori che continuano a manifestare la loro preoccupazione e il loro dissenso.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Condividi questo articolo:

Potrebbero interessarti