Artepolare, ultimo album dell'artista casolese Samuele Secchiano, nasce all'insegna della sperimentazione e dell'innovazione. La parole vibranti scuotono le corde della vita. La voce, decisa e dolce, sconquassa la quiete apparente del vivere quotidiano. La musica è un'eco lontana, un respiro tra le parole, un colore tenue che accompagna sferzanti pensieri di ghiaccio. L'album è un recital che invita all'introspezione.
Nel video a corredo dell'album, Artepolare, alter ego dell'artista, entra prepotentemente nella vita del cantautore con un monologo surreale e dichiara con decisione di essere non convenzionale. Non è hit estiva, non è ritmo, non è calore. E' ghiaccio, è freddo, è inverno. E' il bianco della neve che copre i colori. Artepolare è unalbum allo stato grezzo, amatoriale. I rumori di fondo e il ritmo uniforme trasmettono volutamente monotonia e senso di noia. Le parole tessono metafore e analogie che squarciano la vanità delle apparenze, l'atmosfera sonora, omogenea ed essenziale, viene lacerata da taglienti parole recitate. Dal gelo dell'anima nasce l'arte pura di Samuele Secchiano, un'arte che lascia l'ascoltatore in una dimensione indefinita. I testi, scritti nel dicembre 2019e poi dimenticati in un cassetto, intrecciano percorsi di sofferenza e speranza perché “C'è sempre un diamante dentro tutti i tuoi silenzi, che brilla solamente nelle lacrime dei versi” (Nevica sui Dipinti). Ogni canzone è una non-canzone, l'inizio di un viaggio sospeso in una immaginifica Terra di mezzo con “lescarpe per partire ma le stringhe intorno al cuore” (Autoritratto artico).Pennellate di parole disegnano scene naif; allitterazioni e fonosimbolismi svelano una cesura interiore, ossimoro del vivere quotidiano, “Non fare un volo cieco in un cielo colorato” (Una valanga di colori): si impone categoricamente l'esortazione a non lasciarsi travolgere dalle illusioni seducenti. Il gelo interiore si trasforma in un'arte unica e fragile.
Basta Canzoni
Il singolo Basta Canzoni, è il preludio di Artepolare. C'è ritmo. Voce e musica si armonizzano. Resta l'indicibilità dell' esistenza perché "Siamo parole che non si parlano" e il poeta non è il vate di una realtà trascendente, ma "un artista con la “a” di asino". Ironia e sarcasmo denunciano una società che esclude, emargina, stigmatizza chi non si omologa, chi non si allinea al sistema, chi non gli appartiene. E l'artista, funambolo nel caos di vacue esistenze, cammina tra maschere spazzate via dal vento, tra voragini di ipocrisie e falsità.
Un approccio innovativo
Samuele Secchiano, artigiano delle parole e musicista autodidatta, ha iniziato il suo viaggio introspettivo durante. Compone le sue opere utilizzando un cellulare e un'app che visualizza una griglia su cui creare gli spartiti. Ogni spazio corrisponde a una nota musicale: i vuoti si trasformano in strumenti diversi e la musica prende vita.

