Cos’è l'inflazione
L'inflazione è un fenomeno economico che incide pesantemente sul potere d’acquisto dei nostri risparmi. Spesso sottovalutata, la perdita di valore del denaro nel tempo può erodere sensibilmente la nostra capacità di spesa. Un esempio pratico aiuta a comprenderne l’impatto:
Immaginiamo di avere 100.000 euro depositati in un conto corrente con un tasso d’inflazione annuo del 2,5%, che è in linea con la media europea degli ultimi anni. Dopo 3 anni il nostro potere d’acquisto si ridurrebbe a 92.685 euro, dopo 5 anni a 88.109 euro e dopo 15 anni a soli 68.402 euro. In altre parole, senza alcuna forma di investimento, quei 100.000 euro ci permetteranno di acquistare meno beni e servizi nel tempo.

Quanto è aumentato il costo della vita?
Secondo i dati ISTAT del 2022, l'inflazione media annua in Italia ha raggiunto l'8,1%, un valore molto superiore alla media storica, con picchi ancora più elevati nei beni energetici e alimentari. Questo significa che la perdita di potere d'acquisto è stata ancora più drammatica rispetto all'esempio riportato.
Negli ultimi anni abbiamo assistito a un’impennata dei prezzi in diversi settori:
- Spesa alimentare: prodotti di largo consumo, come pasta, latte e carne, hanno subito aumenti superiori al 15% in pochi anni.
- Ristoranti e tempo libero: andare a cena fuori oggi può costare fino al 20-30% in più rispetto a cinque anni fa.
- Acquisto auto: i prezzi delle vetture nuove e usate sono aumentati sensibilmente, complici l’inflazione e la carenza di materie prime.
- Energia e riscaldamento: il costo delle bollette è aumentato vertiginosamente, pesando in maniera significativa sui bilanci familiari.
Davanti a questa realtà, proteggere i risparmi è fondamentale. Ma come farlo nel modo più efficace?
Investire per difendersi dall’inflazione
Un modo per contrastare l’erosione del potere d’acquisto è investire. Nel lungo periodo, il mercato azionario si è sempre dimostrato la soluzione più efficace contro l’inflazione. L’esempio del fondo sovrano norvegese, il più grande al mondo, è illuminante: gestendo con attenzione i proventi del petrolio e investendo in azioni globali, ha raggiunto una crescita impressionante, passando da circa 100 miliardi di dollari a oltre 1.400 miliardi di dollari in 20 anni. Questo ha permesso alla Norvegia di garantire stabilità economica e sicurezza ai propri cittadini. I grafici sottostanti riportati dal sito ufficiale del fondo https://www.nbim.no/en/investments/the-funds-value/ , mostrano il dato in Corone Norvegesi e la composizione del fondo, da cui si evince che oltre il 70% è investito in azioni, il 26,6% in obbligazioni mentre la quota immobiliare è sotto al 2% del totale.


L’esempio degli Stati Uniti
Negli Stati Uniti, la gestione dei risparmi è molto diversa rispetto a quella europea. Il 77% degli americani è supportato da un consulente finanziario e più in generale, tendono a investire di più in strumenti finanziari piuttosto che immobilizzare risorse negli immobili (come si nota nell’immagine sottostante). Fondi monetari, fondi azionari e piani pensionistici come il 401(k) sono strumenti largamente utilizzati per contrastare l’inflazione e far crescere il capitale nel tempo. Questa maggiore propensione agli investimenti ha permesso a molti cittadini di proteggere il proprio patrimonio e beneficiare della crescita economica del Paese, sfruttando la forza dei mercati finanziari.

Il ritorno dei rendimenti obbligazionari
Dopo anni di tassi bassi, anche la parte obbligazionaria è tornata a offrire rendimenti interessanti, aumentando le opportunità per i risparmiatori. Tuttavia, è fondamentale prestare attenzione alla qualità del credito. Per esempio, i titoli di Stato italiani offrono rendimenti più alti rispetto a quelli di altri Paesi europei, ma l'Italia ha un debito pubblico enorme, il che comporta rischi maggiori rispetto a titoli di Stati più solidi. Meglio dunque diversificare e preferire emittenti con alta affidabilità creditizia piuttosto che investire in obbligazioni di società di bassa qualità che potrebbero avere difficoltà a ripagare il debito.
Conclusione
Per proteggere i propri risparmi dall’inflazione è fondamentale adottare una strategia di investimento diversificata. Lasciare i soldi fermi sul conto corrente significa vederli perdere valore anno dopo anno. Investire in strumenti finanziari adatti, diversificare il portafoglio e ispirarsi ai modelli virtuosi internazionali può essere la chiave per preservare e far crescere il proprio patrimonio nel lungo periodo. Il mercato azionario, se affrontato con una visione di lungo termine, rimane la scelta più efficace per battere l'inflazione, mentre il ritorno dei rendimenti obbligazionari amplia le possibilità per gli investitori, a patto di valutare attentamente la qualità del credito. L’educazione finanziaria e una gestione consapevole delle risorse sono le armi migliori per affrontare le sfide economiche del futuro.
Leggi l'ultimo articolo della rubrica “La bussola del risparmio”
Per contattare e scoprire di più sull'attività di consulenza di Giovanni De Giovanni:
Telefono: +39 3477628429

