Come ridurre l'assenteismo sul posto di lavoro

Come ridurre l'assenteismo sul posto di lavoro
assenteismo
L’assenteismo lavorativo è un evento che preoccupa il datore di lavoro per l’impatto negativo che può avere sull’andamento e sull’organizzazione aziendale

L’assenteismo lavorativo, ossia la tendenza a non presentarsi sul luogo di lavoro da parte di un lavoratore senza comprovati motivi o alcun tipo di programmazione, è un evento che preoccupa il datore di lavoro per l’impatto negativo che può avere sull’andamento e sull’organizzazione aziendale. In qualunque settore operi l’azienda, gran parte del successo di questa dipenderà sicuramente dalle persone che vi lavorano. Diventa, quindi, indispensabile comprendere le principali cause che influiscono sull’aumento del tasso di assenteismo e, di conseguenza, conoscere le misure da adottare per contrastare questo fenomeno.

Cosa si intende per assenteismo lavorativo?

Durante la carriera lavorativa, un dipendente può trovarsi a essere, per svariati motivi, poco soddisfatto del lavoro che svolge. Mansioni routinarie, retribuzione non adeguata, conflitti con i colleghi o con i superiori, ambiente di lavoro caotico o poco sicuro, problemi personali, mancanza di equilibrio tra vita professionale e vita privata, politiche aziendali rigide e assenza di comunicazione e coinvolgimento, sono alcune tra le cause più comuni dell’assenteismo lavorativo.

Anche il malessere causato dallo stesso ambiente lavorativo, come locali non adeguati o scomodi, può innescare fenomeni di disagio nello stare per molte ore sul luogo di lavoro. Pensiamo, ad esempio, agli uffici in cui è necessario arrangiarsi per svolgere la propria attività professionale senza poter contare su arredi comodi e confortevoli come un’ampia scrivania, un’attrezzatura adeguata e una comoda Sedia Ufficio con poggiatesta.

In linea generale, l’assenteismo rappresenta un aspetto fisiologico nel flusso di gestione di un'azienda e diventa un fattore sul quale intervenire nel momento in cui i dipendenti manifestano una tendenza ad assentarsi dal lavoro in modo costante e senza un motivo valido. Per contro, le mancata presenza dovuta a ferie, malattia, infortunio ed esigenze familiari di vario tipo (maternità, assistenza anziani e disabili, permessi studio…) non sono computate in questo fenomeno indicatore del fatto che può esserci, invece, una situazione di malessere lavorativo.

Quando siamo in presenza di un assenteismo sistematico, oltre agli effetti immediati dati dalla mancata attività, esistono anche conseguenze meno evidenti, almeno nel breve periodo. L’assenteismo potrebbe innescare un forte sentimento di malumore tra i colleghi che possono trovarsi ad avere carichi di lavoro maggiori da quelli che generalmente gli spettano, a dover coprire turni diversi da quelli pianificati oppure ad aggiungere ore di straordinario. In altre circostanze, a rimetterci sono gli stessi clienti che si ritrovano ad avere un servizio scadente o in ritardo rispetto ai tempi di consegna.

Quali sono le tipologie di assenteismo lavorativo?

Abbiamo visto che non tutte le assenze del lavoratore generano o sono influenti nelle problematiche date dall’assenteismo inteso come un fenomeno anomalo che può incorrere nel corso della vita lavorativa di una persona. È bene quindi sottolineare la distinzione tra due principali macrocategorie di assenteismo lavorativo. È necessario considerare questa classificazione prima di intraprendere qualsiasi strategia utile a prevenire e a ridurre il fenomeno. Vediamole di seguito:

- L’ assenteismo giustificato riguarda i casi di assenza del dipendente dovuti a motivazione valide, riconosciute e tutelate dalla legge. Alcuni esempi sono le assenze per malattia, visite specialistiche, ferie e permessi, congedi (parentali, matrimoniali…), lutto familiare, studio e legge 104. In tali circostanze sarà comunque necessario avere l’autorizzazione del datore di lavoro o fornire la documentazione utile a giustificare il tipo di assenza.

- L’assenteismo ingiustificato comprende invece tutti quei casi nei quali il dipendente si assenta senza avere un valido motivo o senza aver ricevuto l’autorizzazione da parte del datore di lavoro. Esistono anche alcune forme gravi di assenteismo in cui, seppure sia presente il motivo che giustifica la mancata presenza, vi è un abuso del suo utilizzo. Pensiamo, ad esempio, alle richieste di permessi 104 per motivi diversi dall’assistenza del familiare o all’uso inopportuno di certificati medici. L'assenteismo ingiustificato, soprattutto quando è ripetuto, rappresenta una violazione del contratto di lavoro. Le conseguenze possono partire da sanzioni come il richiamo disciplinare fino al licenziamento per giusta causa e, nei casi più gravi, si può incorrere ad azioni legali.

Specialmente nei contesti lavorativi dove il fenomeno dell’assenteismo non riguarda soltanto il singolo dipendente ma è esteso a un gruppo, diventa necessario comprendere le cause che sono alla base di questi comportamenti lesivi per la produttività e la reputazione aziendale ma anche per il benessere lavorativo.

Come ridurre l'assenteismo lavorativo?

Contrastare il fenomeno dell’assenteismo diventa fondamentale per ottenere un luogo di lavoro che sappia essere, nel lungo periodo, sano e produttivo. È risaputo come, nei contesti lavorativi in cui dipendenti si sentono riconosciuti e coinvolti nell’attività e negli obiettivi aziendali, si riducono, o addirittura si azzerano, i tassi di assenteismo lavorativo.

Per concludere, si può prevenire il fenomeno dell’assenteismo adottando alcune necessarie misure che possono contemplare aspetti legati alla crescita professionale, al benessere sul posto di lavoro e a una maggiore flessibilità lavorativa. Questa è indispensabile per migliorare l’equilibrio tra la vita professionale e la sfera privata.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Condividi questo articolo:

Potrebbero interessarti