Emergenza casa a Colle di Val d'Elsa, il grido d’allarme del SUNIA: “Affitti troppo alti, servono misure concrete”

Emergenza casa a Colle di Val d'Elsa, il grido d’allarme del SUNIA: “Affitti troppo alti, servono misure concrete”
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Quadri: “Canoni insostenibili, mancano case popolari e il Governo taglia i fondi per le famiglie in difficoltà”

"I canoni di locazione continuano a salire, ma gli stipendi restano fermi. E così, abitare diventa un lusso". Andrea Quadri, Segretario provinciale del SUNIA Siena, torna a lanciare l’allarme su un problema che, a Colle di Val d’Elsa, è diventato ormai strutturale: la casa.

“Nel nostro territorio almeno il 32% dello stipendio se ne va in affitto – denuncia Quadri – e a questo vanno aggiunte spese energetiche sempre più insostenibili. La conseguenza è l’aumento degli sfratti per morosità incolpevole, spesso senza un passaggio adeguato da casa a casa. E a peggiorare il quadro c’è anche il taglio deciso dal Governo ai fondi per il contributo affitto e per la morosità incolpevole”.

Un circolo vizioso che colpisce i più fragili, mentre cresce il numero di richieste d’aiuto al SUNIA. “Ogni giorno riceviamo persone che ci raccontano delle difficoltà nella ricerca di una casa: c’è chi si sente dire che può affittare solo se è in coppia, senza figli, con garanzie aggiuntive oltre alla busta paga. Oppure chi trova una casa in cattivo stato, con impianti obsoleti e problemi strutturali”.

Il mercato non aiuta. “A Colle di Val d’Elsa ci sono pochissimi alloggi in affitto a prezzi accessibili, e la carenza di alloggi popolari è drammatica. All’ultimo bando ERP sono arrivate 141 domande a fronte di 130 case disponibili. Liste d’attesa lunghissime costringono molti a tornare nel mercato privato, dove i canoni sono ormai proibitivi”.

Alcuni segnali positivi però ci sono. “È importante – sottolinea Quadri – l’accordo tra Comune e associazioni del territorio che si sono rese disponibili a mettere a disposizione alcuni immobili. Ma da solo non basta”.

Serve un cambio di passo. “Occorre incoraggiare il canone concordato, che può essere uno strumento utile per regolamentare un mercato impazzito. Ma i canoni devono essere davvero accessibili. A Colle, l’accordo territoriale prevede prezzi in linea col mercato libero, come si evince dai dati dell’Agenzia delle Entrate”.

La proposta del SUNIA è chiara: “Servono politiche integrate. Da una parte, rifinanziare il sostegno all’affitto. Dall’altra, incentivare i proprietari attraverso la creazione di un’Agenzia della Casa, che possa veicolare fondi a tutela delle morosità incolpevoli, supporto legale e manutenzione degli immobili. E perché no, anche finanziamenti a tasso agevolato o contributi a fondo perduto per chi immette sul mercato abitazioni attualmente sfitte”.

Infine, un appello alla collaborazione: “Per affrontare davvero la crisi abitativa serve l’impegno di tutti: Comune, associazioni, cooperative, organizzazioni di settore. Un primo passo potrebbe essere la costituzione di un Osservatorio sulle politiche abitative locali, per avere dati aggiornati e affrontare con serietà e competenza le sfide del presente”.

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