La realizzazione di una nuova biblioteca comunale a Colle di Val d’Elsa continua a far discutere. Secondo il Partito Democratico colligiano, l’amministrazione guidata dal sindaco Piero Pii avrebbe accantonato il progetto originario della Fabbrichina per optare per una soluzione di ripiego, priva di una visione chiara e condivisa.
La biblioteca avrebbe dovuto far parte di un’ampia Cittadella della Cultura nell’area ex Fabbrichina, un progetto storico pensato per valorizzare il tessuto culturale cittadino. Tuttavia, nelle ultime settimane, la giunta sembra aver cambiato strategia, scegliendo come nuova sede la galleria nell’area Comi, situata di fronte al Teatro del Popolo. Una decisione che ha sollevato numerose perplessità.
“Il sindaco, nei primi mesi di mandato, aveva sostenuto l’idea della Fabbrichina”, sottolinea il segretario del PD colligiano Enrico Galardi. “Ma col passare del tempo, quel progetto è stato smembrato, ridimensionato e infine accantonato del tutto. Prima sembrava che il curatore fallimentare avesse dato il via libera all’acquisizione dell’area, poi improvvisamente la risposta è diventata negativa. Poi si è parlato di un coinvolgimento dei privati, senza mai chiarire a quali costi e con quali modalità. Adesso l’unica certezza è che la biblioteca sarà collocata in un’area che negli anni ha visto il progressivo abbandono delle attività commerciali. Possiamo davvero pensare che sia questa la soluzione più adatta per una biblioteca degna di Colle di Val d’Elsa?”.
Il PD insiste sulla necessità di un progetto più ambizioso e adeguato al ruolo culturale che la città intende ricoprire, soprattutto in vista della candidatura a Capitale della Cultura 2028. “Una biblioteca comunale non è solo un luogo dove prendere libri in prestito - spiega Galardi - deve essere uno spazio polifunzionale, pensato per accogliere attività culturali, con ambienti idonei alla lettura e allo studio, postazioni informatiche con connessione internet, spazi per conferenze e presentazioni di libri, oltre a servizi essenziali come bagni accessibili e aree di ristoro. Nulla di tutto ciò è stato chiarito nella proposta della giunta”.
Secondo il Partito Democratico, la decisione della giunta Pii appare improvvisata e poco trasparente. “Perché si è abbandonato il progetto Fabbrichina in favore di una soluzione che non sembra neanche definitiva? - si chiede Galardi - l’area della galleria Comi può garantire i requisiti necessari per una biblioteca moderna e funzionale? E come si intende procedere con la riqualificazione dell’ex Fabbrichina senza un intervento pubblico che guidi il processo?”.
Il segretario dem conclude con un appello: “Serve una discussione vera e aperta con la città. Basta con gli annunci e i ripensamenti: su un tema così importante, i cittadini meritano chiarezza e partecipazione”.

