Piscine fuori terra e piscine interrate per esterni: un sogno realizzabile ma con un occhio alla tipologia di vasca e ai permessi

Piscine fuori terra e piscine interrate per esterni: un sogno realizzabile ma con un occhio alla tipologia di vasca e ai permessi
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Dopo la pandemia, tanti italiani hanno compreso i benefici di possedere una piscina privata, un piccolo o grande specchio d’acqua installabile in giardino o in terrazzo che accresce il valore dell’immobile

Dopo la pandemia, tanti italiani hanno compreso i benefici di possedere una piscina privata, un piccolo o grande specchio d’acqua installabile in giardino o in terrazzo che accresce il valore dell’immobile - anche del 20% - ma soprattutto il benessere tra le mura di casa.

La pandemia ha trainato il mercato delle piscine

Nel 2020, in piena crisi pandemica, la domanda è salita, con il mercato che superò, all’epoca, il miliardo di euro in valore (Fonte ilsole24ore.com). Da allora, l’offerta di piscine installabili in spazi esterni residenziali è diventata sempre più ampia, con modelli di ogni tipo e un ventaglio di personalizzazione che quasi non conosce limiti. Vediamo i principali modelli.

Piscine fuori terra

Le piscine fuori terra sono tra le più semplici in termini di installazione, non richiedono scavi e sono molto facili da installare su qualsiasi tipologia di suolo. Solitamente, la base di queste piscine è in acciaio con rivestimento in legno.

Tra le piscine fuori terra vi sono anche quelle gonfiabili, realizzate in PVC e molto robuste, ad alta impermeabilità con struttura in acciaio zincato. Esistono in varie forme, rettangolari, quadrate, ovali e sono accessoriabili. Queste piscine non richiedono autorizzazioni per l’installazione.

Nella categoria delle piscine fuori terra troviamo anche le minipiscine con idromassaggio perfette per la realizzazione esterna. Per quanto queste piscine richiedano le competenze tecniche di una ditta specializzata per una corretta installazione, le minipiscine idromassaggio da esterno vengono progettate per adattarsi armoniosamente allo spazio cui sono destinate. Nel caso dell’installazione in terrazzo o su un attico, però, è necessario l’intervento di una ditta specializzata che segua dalla A alla Z il progetto con le dovute verifiche del solaio, lo studio della ripartizione dei pesi, l’insonorizzazione, il riempimento e il collaudo.

Piscine interrate

Le piscine interrate possono essere di svariate tipologie: autoportanti con pannelli in acciaio doppi, singoli, o con blocchi di polistirolo. La differenza con le piscine fuori terra sta prevalentemente nel metodo di costruzione: le piscine interrate richiedono infatti uno scavo, una piattaforma in cemento e la costruzione vera e propria della struttura. Oltre alle opere edili, la costruzione delle piscine interrate passa anche per un iter burocratico, che bisogna svolgere presso il Comune di riferimento, in conformità con gli eventuali vincoli esistenti (paesaggistici, archeologici, urbanistici). Vediamo quindi quali sono le procedure, i permessi e le tempistiche per la realizzazione di una piscina interrata.

Verifiche preliminari

Il primo passo consiste nel recarsi presso la Sovrintendenza del Comune in cui è sito l’immobile per accertarsi che l’area non sia soggetta a vincoli che ne vietino o limitino la costruzione. In questa fase, il fornitore della piscina, se affidabile e competente, sarà di supporto nella valutazione delle normative locali e nell’avvio delle pratiche burocratiche, tra cui rientrano i permessi necessari per la costruzione.

Permessi e tempistiche

Permesso di costruire: necessario ogni volta che si realizza una struttura fissa come una piscina interrata.

SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività): sufficiente solo se il volume della piscina non supera il 20% di quello dell’edificio principale; in caso contrario, serve il permesso di costruire vero e proprio.

Autorizzazione della Soprintendenza: obbligatoria se il sito ricade in aree tutelate e soggette a vincoli.

Parere geologico: richiesto quando l’area è classificata a rischio idrogeologico.

Per il reperimento, le redazione e il deposito di tutta la documentazione necessaria è bene affidarsi a professionisti abilitati che solitamente fanno parte del team di fornitura della piscina. Una volta ottenuto il via libera, i lavori devono iniziare entro un anno dal rilascio del permesso. È altresì obbligatorio comunicare formalmente al Comune sia l’avvio sia la fine dei lavori.

Adempimenti aggiuntivi

Accatastamento: ogni piscina interrata deve essere registrata al Catasto.

Distanze dai confini: occorre rispettare almeno 3 metri dalla proprietà del vicino, come previsto dal Codice Civile.

Vista la complessità del quadro normativo, che varia in base a Comune, destinazione del terreno e volumetria della piscina, rivolgersi a un professionista esperto è la scelta più sicura per evitare sanzioni e garantire che la costruzione sia conforme a tutte le norme vigenti.

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