Poesia protagonista assoluta al Politeama di Poggibonsi: dal viaggio al buio di Sao Ko agli 'inediti' di Leo Ferrè

Poesia protagonista assoluta al Politeama di Poggibonsi: dal viaggio al buio di Sao Ko agli 'inediti' di Leo Ferrè
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Venerdì 4 Aprile Francesco Burroni di Ares Teatro in collaborazione con la sezione di Siena dell'Unione italiana Ciechi e Ipovedenti per uno spettacolo di suoni nei classici della poesia italiana. Domenica 6 in ''Non c’è più Niente'' Carmine Torchia

Il primo weekend di aprile vede la poesia come protagonista assoluta al Teatro Politeama di Poggibonsi. Un viaggio tra i classici della poesia, al buio, è quello proposto da Ares Teatro il 4 aprile, venerdì, alle 21; la poesia in musica di Leo Ferrè, interpretate da Carmine Torchia, è invece il secondo appuntamento, che si terrà domenica sera 6 aprile alle 19, e sarà aperto da un duo valdelsano, i RiVersando Note di Paolo Bartalini e Roberto Gonnelli, anch’esso nel segno del linguaggio poetico espresso in musica.

 In “Sao Ko”, che va in scena il 4 aprile alle ore 21, Francesco Burroni,curatore del progetto, regista e interprete, collabora con la sezione senese dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti, nel realizzare un vero e proprio viaggio al buio nei classici della poesia italiana, prendendo spunto da quel “sao ko”, che poi continua in “kelle terre, per kelle fini que ki contene, trenta anni le possette parte sancti Benedicti“, che costituisce il Placito di Capua del marzo 960, prima testimonianza scritta in italiano volgare.

Burroni sarà affiancato da Francesca Pierini. La rappresentazione verrà effettuata al buio e senza amplificazione, a pianta circolare, con il pubblico disposto intorno agli attori.  

Si tratta di un esperimento per far innamorare di nuovo il lettore della poesia, e in particolare della poesia formale, di quella che, prima dell’avvento del verso libero, ha utilizzato leggi e strutture più rigide e complesse fatte di schemi, metrica e regole. Sao ko, che nasce in collaborazione con la sezione di Siena dell’Unione italiana Ciechi e Ipovedenti, mette in risalto il valore ritmico e sonoro della poesia, il suo aspetto musicale prima di quello concettuale e contenutistico. Per questo si è scelto di eliminare del tutto la parte visiva e di rappresentare lo spettacolo al buio (o nella penombra, con la possibilità di distribuire mascherine per il pubblico vedente) per concentrarsi solo sul suono che scaturisce dal corpo degli attori, a volte accompagnato da strumenti musicali (flauto dolce, violino, chitarra, armonica a bocca), divenendo esso stesso canto e musica.

Il termine “diversamente abili” in questo caso rappresenta una diversa potenzialità e capacità che hanno i ciechi e che consiste nel percepire con maggiore intensità la musicalità e gli elementi strutturali della poesia formale (il suono e il ritmo) così da poter parlare di un’accresciuta sensibilità verso le forme poetiche che, durante lo spettacolo, potranno comunque sperimentare anche gli spettatori vedenti.

L’appuntamento di domenica 6 aprile alle ore 19 è la prima proposta del cartellone Discipline(s) Music Club per questo mese. In “Non c’è più niente”, Carmine Torchia interpreterà alcune canzoni di Leo Ferrè accompagnandosi con la chitarra elettrica.

Sarà l’occasione per tracciare un ritratto con la musica e le parole del cantautore francese Léo Ferré, il cui nome completo era Léo Albert Charles Antoine Ferré, nato nel 1016 nel Principato di Monaco e scomparso all’età di 77 anni, nel 1993, a Castellina in Chianti. Sono tredici le canzoni tradotte, alcune per la prima volta, e interpretate in maniera originale e personale da Carmine Torchia.

Alle traduzioni di Enrico Medail e Guido Armellini - scrive Alberto Marchetti su Ardisc - il cantautore calabrese, mettendoci tutto se stesso, aggiunge di suo pugno, per la prima volta in italiano, sotto l’attenta supervisione di Mathieu Ferré, Thank you Satan, La Memoire et la Mer, Sans Façon, L’Oppression, L’Espoir, la Marseillaise e, mai incisa da Léo, La Mauvaise Graine. Carmine Torchia è autentico, vero, non interpreta ma fa suoi i brani, le parole, i concetti; canta con passione, dolore, partecipazione; dilata e comprime, aggiunge mirate spalle rockeggianti a quel fiume impetuoso e travolgente, addolcisce e inasprisce visioni e paesaggi, ci riconsegna un autore formidabile irrimediabilmente contemporaneo, attuale; ci conferma ancora nella convinzione di quanto possa essere stupefacente il connubio magico tra musica e poesia. Introduzioni e chiarimenti di Mathieu, di Enrico De Angelis, dell’altrettanto innamorato Andrea Satta”. Al concerto saranno presenti anche alcuni membri della famiglia Ferrè. Particolarmente significativa la scelta dei RiVersando Note, con i valdelsani Paolo Bartalini, scrittore, poeta e giornalista, e Roberto Gonnelli, cantautore, per l’Opening.

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