Poggibonsi e un grande scultore e architetto: il Sansovino

Poggibonsi e un grande scultore e architetto: il Sansovino
storia di poggibonsi
Jacopo Sansovino: dalle origini poggibonsesi a protagonista dell’architettura e scultura rinascimentale a Firenze, Roma e Venezia

Il piccolo Jacopo Tatti, nato nel 1486, viene mandato a scuola di grammatica, ma lui si sente più portato al disegno che allo studio di tale materia. La madre gli coltiva la sua passione di nascosto al padre, il quale, visto l’insuccesso con le lettere, lo introduce alla mercatura. I risultati sono ancora peggiori, così alla fine anche il padre si rassegna e, visto che è venuto a Firenze tale maestro scultore Andrea Contucci di Monte San Savino per realizzare due statue, Jacopo gli viene assegnato come apprendista scultore.

Il Contucci  si accorge subito del genio del ragazzo e lo prende con sé, talmente a ben volere e a cuore che da quel momento il ragazzo dalla gente non viene  più chiamato Jacopo de’ Tatti, ma Jacopo Sansovino. A Firenze Jacopo entra in amicizia anche con Andrea del Sarto, con il quale condivide gli elementi del disegno, che lui sviluppa come scultore e l’altro attraverso la pittura. Anche Giuliano da Sangallo viene a conoscenza presto delle doti di Jacopo e decide così di portarlo a Roma, dove il Bramante gli dà incarico, come ad altri aspiranti scultori, Zaccheria Zacchi da Volterra, Alonso Spagnuolo e il Vecchio di Bologna,  di creare un modello di cera per una statua del Laocoonte. Il Bramante fa quindi vedere tutti i risultati a Raffaello Sanzio di Urbino, il quale non ha dubbi sulla scelta: il modello del Sansovino supera di gran lunga tutti gli altri. Così viene ordinato che “si dovesse far gittar di bronzo quello di Jacopo”.

? l’inizio di una lunga e fortunata carriera di scultore e architetto, che lascia il segno non solo a Roma, ma anche a  Firenze e soprattutto a Venezia, dove il Sansovino ripara in seguito al Sacco di Roma del 1527 da parte dei lanzichenecchi di Carlo V.

La sua intenzione sarebbe quella di restare a Venezia per un po’, e invece riceve incarichi così importanti che lo portano a diventare “proto”, cioè massimo architetto della Repubblica.

Arriviamo a Poggibonsi. Secondo il Vasari la famiglia Tatti è documentata a Fiorenze già dal 1300. Ma nuove ricerche genealogiche condotte su documenti di archivio dallo studioso Gaetano Milanesi rivelano l’origine poggibonsese di tale famiglia. Da un Giovanni sarebbe nato un Lucchese, tipico nome locale, quindi un Giovanni calzolaio, uno Jacopo legnaiolo e infine un Antonio materassaio, il quale, stabilitosi in periferia di Firenze, avrebbe generato il nostro protagonista scultore.

Fa piacere quindi sapere che uno dei più grandi scultori e architetti italiani avrebbe avuto lontane origini poggibonsesi.

(V. “Le opere di Giorgio Vasari, con nuove annotazioni e commenti di Gaetano Milanesi” - tomo VII - Firenze 1881)

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