L’8 marzo non è solo un giorno di celebrazione, ma un’occasione per riflettere su quanto ancora c’è da fare per la parità di genere. Lo sanno bene i bambini della classe 2C della scuola Pieraccini di Poggibonsi, che in occasione della Giornata Internazionale dei Diritti delle Donne hanno affrontato il tema dell’uguaglianza con la semplicità e la profondità che solo i più piccoli sanno esprimere.
Le maestre, stamattina, hanno lanciato loro una domanda: “Avete mai pensato a cosa vorreste fare da grandi? Forse il dottore, la maestra, il pompiere o la cuoca? Sapete che tutti questi mestieri possono essere fatti sia dalle bambine che dai bambini?”. Una domanda che sembra scontata, ma che ancora oggi porta con sé un significato importante.
I bambini hanno ascoltato con attenzione mentre le insegnanti spiegavano che, in passato, alcuni lavori erano considerati solo per gli uomini e altri solo per le donne. Ma oggi sappiamo che non ci sono limiti ai sogni: una bambina può diventare astronauta, un bambino può diventare ballerino. L’unico vero limite è la passione che guida ogni individuo nel proprio percorso.
La riflessione ha portato a una domanda ancora più profonda: “Cos’è la parità di genere?”. Le risposte dei bambini sono state sorprendenti e cariche di consapevolezza. Per loro, significa che maschi e femmine hanno gli stessi diritti e le stesse opportunità, possono giocare insieme, studiare insieme e, un domani, scegliere liberamente il lavoro che più li appassiona.
A supporto di queste idee, in classe sono state svolte attività pratiche e stimolanti: ogni bambino ha disegnato il proprio mestiere preferito, senza distinzioni di genere, e ha letto storie di donne e uomini che hanno realizzato i loro sogni sfidando stereotipi e pregiudizi.
Un piccolo grande messaggio di cambiamento, partito dalle voci dei più piccoli, per ricordare che la strada verso l’uguaglianza si costruisce giorno dopo giorno, con l’educazione, il rispetto e la consapevolezza. Perché l’8 marzo non è solo un giorno, ma un impegno per il futuro.

