Previdenza complementare: i vantaggi da sfruttare prima di fine anno

Previdenza complementare: i vantaggi da sfruttare prima di fine anno
bussola del risparmio
Ci avviciniamo rapidamente alla fine dell'anno, un periodo cruciale per chi sta valutando l'adesione o il potenziamento di una forma di previdenza complementare

Ci avviciniamo rapidamente alla fine dell'anno, un periodo cruciale per chi sta valutando l'adesione o il potenziamento di una forma di previdenza complementare. Ogni anno in più di adesione fa una differenza significativa non solo dal punto di vista dei rendimenti accumulati, ma anche per i vantaggi fiscali di cui si può usufruire. In particolare, il tempo gioca a favore dei lavoratori, poiché una permanenza più lunga nelle forme di previdenza complementare consente di ridurre la tassazione al momento della liquidazione delle prestazioni pensionistiche. Vediamo, dunque, perché aderire a un fondo pensione o incrementare i propri versamenti entro la fine dell'anno rappresenta un'ottima strategia di pianificazione finanziaria.

Il Sistema Previdenziale in Italia: come funziona

In Italia, il sistema previdenziale pubblico, basato sul metodo retributivo-contributivo, ha rappresentato per anni una garanzia per i lavoratori; tuttavia, le riforme degli ultimi decenni e l'aumento dell'aspettativa di vita hanno progressivamente ridotto l'importo delle pensioni erogate dallo Stato, evidenziando l'importanza della previdenza complementare. Quest'ultima, attraverso forme pensionistiche integrative volontarie a cui si può aderire in qualsiasi momento della carriera lavorativa, consente di costruire un "secondo pilastro" per colmare il cosiddetto "gap previdenziale", ossia la differenza tra l'ultima retribuzione percepita e la pensione pubblica. I dati Censis sottolineano l'urgenza di tale strumento, mettendo in luce il divario nel "tasso di sostituzione della pensione" tra lavoratori autonomi e dipendenti: mentre per i primi si attesta al 45%, evidenziando una forte discrepanza rispetto al reddito percepito durante la vita lavorativa, per i secondi raggiunge il 65%, grazie anche al contributo datoriale che spesso integra la pensione. Questo scenario sottolinea la necessità di una pianificazione pensionistica attenta, soprattutto per gli autonomi, che non possono contare su un supporto diretto del datore di lavoro.

Il Caso del TFR: Un Esempio di Risparmio Fiscale

Un aspetto interessante riguarda la gestione del TFR (Trattamento di Fine Rapporto). I lavoratori dipendenti hanno la possibilità di destinare il proprio TFR a un fondo pensione, anziché lasciarlo in azienda. Questo comporta diversi vantaggi, sia in termini di rendimento che di risparmio fiscale.

Facciamo un esempio pratico: ipotizziamo un lavoratore con un TFR annuale maturato di 3.000 euro. Se decide di lasciarlo in azienda, al momento del pensionamento questo importo sarà tassato con un'aliquota che può arrivare fino al 43%, a seconda del reddito complessivo.

Se, invece, il lavoratore destina il TFR a un fondo pensione, al momento del riscatto, il montante accumulato sarà tassato con un'aliquota tra il 9% e il 15%. Supponendo che il lavoratore abbia maturato 30 anni di permanenza nel fondo, la tassazione finale sarà del 9%, ottenendo un risparmio fiscale notevole rispetto alla tassazione ordinaria sul TFR lasciato in azienda.

I Dati del Sistema Previdenziale: La Fotografia dei Pensionati in Italia

I dati dell'Osservatorio statistico del Casellario dei pensionati dell'INPS offrono una panoramica chiara della situazione previdenziale in Italia. Dall’analisi della Tavola 6, che riporta la distribuzione delle pensioni per classe di importo, emergono dati significativi:

  • 15,9 milioni di pensioni, pari al 69,5% del totale, hanno importi inferiori a 1.500 euro lordi mensili.
  • Di queste, circa la metà (8,1 milioni) si colloca nella fascia tra 500 e 1.000 euro mensili, rappresentando il 35,3% del totale.
  • Le pensioni fino a 500 euro lordi sono 4,6 milioni, costituendo il 20% del totale, mentre quelle comprese tra 1.000 e 1.500 euro sono 3,3 milioni, pari al 14,1% del totale.
  • Solo il 30,5% delle pensioni (circa 7 milioni) supera i 1.500 euro lordi mensili.

Questo quadro sottolinea quanto sia importante integrare la pensione pubblica con strumenti di previdenza complementare, soprattutto per i lavoratori autonomi, spesso più penalizzati in termini di trattamento pensionistico.

Le Forme di Previdenza Complementare

Le principali forme di previdenza complementare in Italia sono:

  1. Fondi Pensione Aperti: Fondi istituiti da banche, assicurazioni o società di gestione del risparmio, aperti a tutti i lavoratori indipendentemente dal settore di appartenenza.
  2. Fondi Pensione Chiusi (o Negoziali): Fondi riservati a specifiche categorie professionali o settori produttivi, spesso promossi da sindacati e associazioni di categoria.
  3. Piani Individuali Pensionistici (PIP): Polizze vita con finalità previdenziale che offrono la possibilità di accumulare capitale attraverso il versamento di premi ricorrenti o unici.

I Vantaggi della Previdenza Complementare: Fisco e Risparmio

Uno dei maggiori vantaggi della previdenza complementare in Italia è di natura fiscale. Il legislatore italiano ha previsto una serie di agevolazioni volte a incentivare l'adesione a questi strumenti:

  1. Deducibilità Fiscale: I contributi versati possono essere dedotti dal reddito imponibile fino a un massimo di 5.164,57 euro all'anno.
  2. Trattamento Fiscale Agevolato sui Rendimenti: I rendimenti maturati all'interno dei fondi pensione sono tassati al 20%, inferiore rispetto ad altre forme di investimento.
  3. Tassazione Ridotta alla Liquidazione: Al momento del riscatto, la tassazione varia dal 9% al 15%, a seconda degli anni di permanenza nel fondo.

Costruisci Oggi il Tuo Domani Pensionistico

La previdenza complementare rappresenta oggi un'opportunità irrinunciabile per i lavoratori italiani, indipendentemente dalla categoria professionale. Pianificare per tempo, soprattutto prima della fine dell’anno, consente di ottenere vantaggi fiscali immediati e costruire un futuro pensionistico più solido. I dati INPS e Censis ci ricordano quanto sia urgente intervenire, specialmente per chi percepisce redditi medi o bassi.

Ogni anno in più di adesione conta, soprattutto in ottica di una tassazione agevolata e progressivamente ridotta al momento del riscatto.

Per ottenere simulazioni personalizzate sulla tua posizione lavorativa e capire come massimizzare i vantaggi fiscali, non esitare a contattarmi. Sfruttare i benefici fiscali offerti dalla normativa italiana può fare la differenza nel lungo termine, garantendoti una pensione più sicura e tranquilla.

“Il futuro dipende da ciò che facciamo nel presente” - Mahatma Gandhi

Per contatti e scoprire di più sull'attività di consulenza di Giovanni De Giovanni: 

Telefono: +39 3477628429
Email: degiovanni.giovanni@gmail.com

Profilo Instagram

Profilo Facebook

Profilo LinkedIn 

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Condividi questo articolo:

Potrebbero interessarti