La Corte di Appello di Firenze ha confermato le condanne per i quindici agenti di polizia penitenziaria coinvolti nel presunto pestaggio di un detenuto avvenuto l’11 ottobre 2018 nel carcere di San Gimignano. Il detenuto, un 31enne, sarebbe stato prelevato dalla sua cella per un trasferimento disciplinare e, secondo la ricostruzione della procura, violentemente percosso senza apparenti motivazioni.
In primo grado, il 9 marzo 2023, cinque agenti giudicati con rito ordinario avevano ricevuto condanne comprese tra i 5 anni e 10 mesi e i 6 anni e 6 mesi, mentre gli altri dieci, giudicati con rito abbreviato, erano stati condannati a pene dai 2 anni e 3 mesi ai 2 anni e 8 mesi per tortura e lesioni aggravate.
Oggi, dopo un lungo iter giudiziario, la Corte di Appello ha confermato integralmente la sentenza per i dieci agenti condannati con rito abbreviato, mentre ha leggermente ridotto le pene per i cinque imputati che avevano scelto il rito ordinario: Ai tre operatori di grado più alto sono state inflitte pene superiori ai quattro anni, variando da 4 anni e 1 mese fino a 4 anni e 2 mesi. Un agente è stato condannato a 4 anni, mentre un altro ha ricevuto una pena di 3 anni e 8 mesi.
“Le pene sono state sensibilmente ridotte ma non abbastanza, attendiamo motivazioni dettagliate - ha detto il legale degli agenti Manfredi Biotti - faremo ricorso in cassazione, sentenza ingiusta riteniamo che non ci sia stata data vera occasione di contestazione del reato di tortura”.

