Dopo cinque anni di attesa, il Piano Strutturale di Poggibonsi viene fortemente criticato da Vivi Poggibonsi. Secondo la lista civica, il documento non offre una visione adeguata per lo sviluppo della città e della Valdelsa. “Era l'occasione per pensare a una pianificazione intercomunale, ma si è preferito restare ancorati a logiche superate”, dichiarano.
Una pianificazione intercomunale mai realizzata
Vivi Poggibonsi sottolinea come la legge regionale 65 del 2014 permettesse di adottare Piani Strutturali intercomunali, una soluzione già adottata in altre zone della Toscana, come Radicondoli e Casole o Fucecchio e San Miniato. “Oggi un Piano Comunale non è sufficiente per affrontare le sfide di una realtà complessa come la Valdelsa”, affermano, chiedendo una governance sovracomunale che abbandoni le vecchie logiche campanilistiche e favorisca una visione d'insieme.
Critiche su urbanistica e ambiente
Tra le questioni evidenziate dalla lista civica ci sono anche i limiti imposti dal Piano Strutturale per il consumo di suolo. “Bisogna riconsiderare questo aspetto alla luce dei cambiamenti climatici: le città troppo densamente edificate soffrono per isole di calore e microclimi sfavorevoli”, spiegano. Secondo Vivi Poggibonsi, il Piano dovrebbe prevedere più aree verdi e una minore impermeabilizzazione dei centri urbani per prepararsi alle emergenze climatiche future.
Infrastrutture e mobilità: i nodi irrisolti
Un altro tema centrale riguarda le infrastrutture e la mobilità. Tra i punti critici sollevati da Vivi Poggibonsi ci sono:
l'Autopalio, considerato un ostacolo allo sviluppo;
la strada 429, giudicata superata già al momento della costruzione;
la necessità di uno sviluppo industriale ed urbanistico di Area Vasta;
il futuro dell'ospedale di Campostaggia e la riforma della sanità territoriale;
il miglioramento delle infrastrutture nelle aree industriali;
la questione della risorsa idrica, sempre più critica;
il mancato raddoppio della ferrovia Siena-Firenze, rimosso dalle priorità del Governo.
Declino demografico e attrattività della città
Un dato allarmante riportato dalla lista civica riguarda il calo demografico: Poggibonsi ha perso più di 1.000 residenti in dieci anni, pari al 3,5% della popolazione, più di tutti i comuni limitrofi. “Non siamo più attrattivi come un tempo”, denunciano, evidenziando la mancanza di politiche efficaci per favorire la rigenerazione urbana e incentivare la residenzialità.
Le criticità delle diverse aree della città
Vivi Poggibonsi analizza anche le Unita Territoriali Organiche Elementari (UTOE) del Piano Strutturale, evidenziando diversi problemi:
UTOE 1 (Poggibonsi Centro): difficile il riuso degli immobili inutilizzati e scarsa attrattività turistica;
UTOE 2 (Foci Lame): insufficiente la nuova edificazione prevista;
UTOE 3 (Drove): necessaria una riqualificazione urbanistica e industriale;
UTOE 4 (Casalino Mocarello): carente lo sviluppo direzionale e di servizio;
UTOE 5 (Bellavista): manca una progettualità chiara, discutibile l'idea di un'area sosta camper;
UTOE 6 (Pian de' Peschi): zona industriale ormai satura, limitate prospettive di sviluppo;
UTOE 7 (Staggia): necessarie più aree per servizi pubblici e spazi attrezzati.
Turismo e commercio: sviluppo insufficiente
Anche sul fronte turistico e commerciale, secondo Vivi Poggibonsi, il Piano non propone soluzioni adeguate. “Serve un potenziamento del settore ricettivo, magari con un albergo diffuso in centro, e una revisione del commercio al dettaglio per adattarsi ai mutamenti socioeconomici”, sostengono.
Secondo la lista civica, il Piano Strutturale così come concepito è inadeguato a rispondere alle sfide future. “Manca una visione d'insieme e una reale prospettiva di sviluppo sostenibile per Poggibonsi e la Valdelsa”, concludono, chiedendo interventi più ambiziosi e innovativi per il territorio.

